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ADM stringe i tempi sul tetto dei 100€ in contanti per le ricariche nei PVR

10 Mar 2026

Andrea Colombo

Cresce il malcontento tra i gestori dei Punti Vendita Ricariche, che da maggio dovranno confrontarsi con una restrizione significativa, benché da tempo preannunciata: il tetto massimo di 100€ settimanali per i versamenti in contanti effettuati presso i PVR.

ADM stringe i tempi sul tetto dei 100€ in contanti per le ricariche nei PVR

Al via la fase sperimentale delle nuove limitazioni

Il 5 marzo sono iniziate le prime sperimentazioni per verificare l'applicabilità delle nuove direttive emanate dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relative al settore del gaming online. Nello specifico, si fa riferimento principalmente a una misura che, sin dal suo primo annuncio, ha scatenato vivaci contestazioni e continua tuttora a generare dibattito. Si tratta, in particolare, della restrizione sui versamenti settimanali applicabile esclusivamente ai Punti Vendita Ricariche.

La regolamentazione in fase di collaudo, che diventerà operativa a partire dal 13 maggio con le prime ispezioni condotte dalla Guardia di Finanza, riguarda il limite massimo di 100 euro per l'acquisizione di ricariche presso una delle migliaia di PVR distribuiti sul territorio nazionale. Tale soglia si applica su base settimanale per ciascun account di gioco coinvolto nell'operazione di ricarica.

Cronologia dell'implementazione

Fino al 15 marzo le verifiche rimarranno circoscritte a test "interni" effettuati dai concessionari, mentre dal 16 marzo la limitazione verrà estesa all'intera clientela. Si configura come una tappa fondamentale nel rinnovato quadro normativo dei PVR, che contemplerebbe anche l'istituzione del relativo registro professionale, al quale si erano registrati approssimativamente 20.000 titolari di PVR, prima che venisse stabilita una dilazione temporale fino al settembre prossimo.

Nessun differimento per il limite al contante

Per quanto concerne la restrizione sui pagamenti in contanti, invece, non sono previste ulteriori proroghe, nonostante si tratti di un provvedimento che inizialmente avrebbe dovuto entrare in vigore già nell'aprile 2024. La disposizione era contenuta nel Decreto legislativo 41/2024, lo stesso atto normativo che aveva istituito l'albo professionale dei PVR. Si configura, pertanto, come un insieme di provvedimenti progettati in maniera coordinata, con il proposito dichiarato di consolidare la tracciabilità e la conformità legale nel settore del gambling digitale.

Il travagliato percorso dell'albo dei PVR

Proprio l'albo dei Punti Vendita Ricariche ha attraversato un'evoluzione decisamente più complessa: la sua concreta attuazione è stata infatti rinviata ripetutamente, creando instabilità tra gli attori del comparto e alimentando numerose controversie. Sul versante della limitazione ai depositi in contanti, invece, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha scelto di procedere senza concessioni, rifiutando ulteriori posticipi.

Controlli e sistema di monitoraggio centralizzato

La determinazione di ADM si traduce nell'avvio dei controlli territoriali e nell'applicazione delle relative sanzioni amministrative. Di conseguenza, i concessionari saranno tenuti ad attivare i protocolli PACG (Protocollo Anagrafe Conti Gioco), che prevedono un flusso informativo costante tra gli operatori autorizzati e il sistema centrale gestito da Sogei.

A partire dal 13 maggio, quindi, prenderanno avvio le verifiche da parte della Guardia di Finanza, che avrà facoltà di comminare sanzioni in caso di inadempienza rispetto a tali limitazioni o ad altre prescrizioni normative. La comunicazione non è stata accolta favorevolmente dai gestori dei PVR, che si considerano complessivamente penalizzati da questa regolamentazione.

Le preoccupazioni degli operatori

Secondo diverse voci del settore, infatti, un provvedimento finalizzato a monitorare capillarmente tutte le transazioni degli utenti potrebbe paradossalmente spingere questi ultimi a migrare verso l'offerta di gioco clandestina. La preoccupazione principale riguarda il rischio che restrizioni eccessivamente stringenti, anziché tutelare i giocatori e garantire la legalità, finiscano per alimentare il mercato nero, vanificando gli obiettivi di tutela che la normativa si propone di raggiungere.

Gli operatori dei PVR lamentano inoltre che il peso delle nuove disposizioni ricada principalmente su di loro, mentre i canali digitali diretti degli operatori non subirebbero le medesime restrizioni per i depositi tramite carta di credito o altri strumenti elettronici, creando di fatto una disparità competitiva all'interno dello stesso settore regolamentato.

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